Memoriere

La memoria del tempo

Tic tac… Le gocce di pioggia colpiscono, con il loro cadere, il vetro dell’abbaino della mansarda. Tic tac… I suoni sono ovattati e silenziosi, c’è grande aspettativa nel mio cervello per trovare un segnale che mi riporti alla vita.

Tic tac… I suoni non arrivano e sento un ronzio di fondo, come d’estate, quando le cicale decidono che non si deve dormire.

Tic tac… I gradini della scala dell’appartamento confinante mi regalano il buongiorno, uno scricchiolio che scende e va al piano di sotto.

Le mie orecchie si tendono, cerco di rubare, anche solo un respiro, un segno “umano”, tanto per poter dire: sono vivo.

Tic tac… La luce é tenue, grigia, filtrata dalle tende color ruggine, immobili, non si muove nulla, fuori dalla finestra c’è il vuoto, nessun cane, nessuna autovettura, nessun bambino che gioca nel giardino. <> tic tac… L’acqua scorre nei lavandini e poi prosegue la discesa negli scarichi, la mattina é partita, so che fra poco il concerto iniziera: gargarismi, sciacqui, porte che cigolano, ascensore che sale e scende, voci che arrivano dalla televisione, 100 persone che quasi all’unisono cominciano la loro routine mattutina.

Tic tac… I profumi invadono la stanza, caffè, cioccolato, brioche, un teatro olfattivo che come ogni giorno presenta lo spettacolo, una scena dopo l’altra che si ripete, ma che il mio cervello crea per me, costruendo immagini che devono corrispondere a ogni suono. Tazzina che tocca il piattino, sbuffo di vapore, soldi di metallo che cadono nel cassetto, macinino del caffè, due botte per pulire la macchina del caffè, due colpi per riempirla di caffè, due tazzine che a bocca aperta aspettano il liquido nero fumante.

Tic tac… Da lontano chi guarda verso di noi trova buffo vedere queste torri alte come sardine di metallo iridescenti, avvolte da nuvole da svariate tinte di smog.

Tic tac… Il mio pensiero vola ai volti dei miei amici scienziati che ripongo tutte le sere sul comodino, e cerco di immaginarmi Einstein con lo spazzolino e i baffi pieni di dentifricio, mentre sputa nel lavandino, Tesla che morde una diplomatica e si riempie di zucchero a velo, Jobs che morde una mela rossa.

Tic tac… Un sogno perpetuo che continua e che nutre di abitudini la mente. Sento ancora il ronzio e anche il rombo della lavatrice in fase di centrifuga, tre piani sotto di me.

Tic tac… <> dove troverò i miei viaggi, le immagini che i miei occhi hanno fotografato e riposto come tanti quadri nel mio cervello. I profumi della città, quella che sa di sigaretta ed asfalto, contro quella arsa dal sole che sa di pummarola e pane abbrustolito. Tic tac… Dove potrò cercare per correggere l’errore che ho fatto, come farò a fare CTRL + Z, per tornare indietro e riscrivere il mio viaggio.

Tic tac… Vorrei piegare il tempo, fargli un nodo, come per bloccare un flusso d’acqua e far schizzare dappertutto ricordi che come tante gocce, trasportino con sé, qualche colore, qualche pezzetto “di me”, così da sporcare un muro, un foglio bianco, un neonato.

Tic tac… Questa marea continua ad avanzare, non si ferma, scorre e passa, ogni ricordo vola in questo buco nero, si perde nell’infinito, e mi svuota dentro. Come a voler tornare al primo respiro.

Tic tac… Non ho la tecnologia per scrivere in modo indelebile, mi serve uno scribacchino volenteroso che racconti le mie gesta, che tramandi il mio pensiero, che illumini gli orizzonti di nuove generazioni.

Tic tac… È solo un attimo, un respiro, e il campanello suona, bisogna scendere dalla giostra e rassegnarsi al… Tic tac… <> non avete capito, io sogno, posso volare, posso fare ogni cosa, posso…

Tic tac… Io sono polvere di stelle quanto voi, amo la vita e quello che ho, non rinuncio a graffiare con i miei pensieri i post dei social, perché sono anch’essi una parte di me. Tic tac… Il mio stomaco brontola, anche lui ha una tazzina da riempire, un profumo da annusare, un gusto da deglutire, un calore da sentire.

Tic tac… Il momento di scrivere é tornato, o forse era solo fermo ad osservarmi, mi guardava fare, oggi si é manifestato, perché pretende anche lui lo spazio e le attenzioni dello spirito. Tic tac… <>tic tac… Tic tac… Tic tac…

 

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